Industria 4.0

Guida pratica alla digitalizzazione della tua impresa in ottica Industria 4.0

Sei un imprenditore, manager, responsabile ufficio acquisti/ufficio tecnico e vuoi capire se la macchina utensile che stai comprando può ottenere le agevolazioni Industria 4.0? Bene, sei nel posto giusto. In questa pagina cerchiamo di aiutarti a capire quali sono i requisiti necessari per poter godere delle agevolazioni in modo chiaro e semplice. Grazie alla nostra esperienza di venditori di macchine utensili che, dal 2017 si occupano di beni materiali e immateriali Industria 4.0, sappiamo consigliarti e metterti in guardia dagli errori più comuni in cui puoi inciampare.

Il termine Industria 4.0 si riferisce alla quarta rivoluzione industriale, ovvero a quel processo di sviluppo che porta la produzione industriale ad essere digitalizzata e interconnessa.

Investimenti in beni strumentali

La Legge di Bilancio 2020 introduce 3 nuovi crediti di imposta per gli investimenti in beni strumentali, che di fatto sostituiscono il super e l’iperammortamento.

Il beneficio che puoi ottenere varia in base alla tipologia dei beni agevolabili:
– per i beni materiali Industria 4.0 (quelli rientranti nell’Allegato A della precedente legge 232/2016), il credito d’imposta viene riconosciuto nella misura del 40% del costo del bene per investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
Per investimenti oltre i 2,5 milioni di euro ma fino ad un limite massimo complessivo di 10 milioni, il credito d’imposta viene riconosciuto al 20% del costo di acquisizione.

– per i beni immateriali Industria 4.0 (quelli rientranti nell’Allegato B della legge 232/2016), il credito d’imposta viene riconosciuto per il 15% del costo di acquisizione. Il limite massimo dei costi ammissibili è pari a 700.000 euro.

– per i beni materiali strumentali nuovi non Industria 4.0, viene riconosciuto un credito d’imposta del 6% del costo di acquisizione. Il limite massimo dei costi ammissibili è pari a 2 milioni di euro.

Tutti e tre i crediti d’imposta sono accessibili alle imprese residenti nel territorio italiano e si applicano agli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati entro il 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 l’ordine di acquisto sia accettato dal fornitore e sia stato pagato un acconto pari ad almeno il 20% del costo del bene.

L’aliquota del credito d’imposta si applica al totale degli investimenti effettuati e non al valore del singolo bene acquistato.

Requisiti necessari per essere considerati beni Industria 4.0

L’Allegato A della legge 232/2016 recita che per beni materiali Industria 4.0 si intendono quei “beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti”.

Nel nostro caso specifico rientrano, quindi, i torni CNC CMZ, i caricatori di barre, le presse piegatrici e le cesoie SafanDarley.

Tutte le macchine utensili per poter ottenere le agevolazioni devono avere le seguenti 5 caratteristiche obbligatorie:

1. controllo per mezzo di CNC e/o PLC
2. interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program
3. integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo
4. interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive
5. rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro

E almeno 2 delle 3 caratteristiche aggiuntive:
— sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto
— monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo
— caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico)

Analizziamo meglio le caratteristiche obbligatorie e aggiuntive

Se le caratteristiche obbligatorie corrispondenti ai numeri 1, 4 e 5, così come quelle aggiuntive relative ai punti a. e b. sono intrinseche delle macchine utensili, ovvero è il costruttore delle stesse macchine a dover produrre un prodotto che risponda a queste direttive, tutte le altre, e mi riferisco principalmente ai punti 2 e 3 necessari per ottenere le agevolazioni Industria 4.0, sono soddisfatte solo se avviene una interconnessione e integrazione tra la macchina utensile e la fabbrica in cui sono inserite.
Questo è il punto focale dell’agevolazione, sul quale abbiamo visto in questi anni diverse difficoltà ad essere compreso e soprattutto ad essere messo in atto.
Per ottenere le agevolazioni Industria 4.0 non è sufficiente acquistare una macchina utensile che abbia tutte le caratteristiche elencate sopra, installarla e produrre l’autocertificazione.
Tu stai acquistando una macchina che sulla carta ha tutte le caratteristiche necessarie ma il costruttore certifica che la macchina utensile da lui prodotta è predisposta per Industria 4.0 o Industria 4.0 Ready.

Cosa significa macchina predisposta per Industria 4.0 o Industria 4.0 Ready?

Significa che la macchina utensile ha già le caratteristiche obbligatorie N. 1-4-5 più due di quelle aggiuntive, nel nostro caso di venditori torni CMZ e presse piegatrici e cesoie SafanDarley, quelle corrispondenti alle lettere a. e b., tuttavia per quanto riguarda le caratteristiche ai n. 3 e 4 la macchina è pronta per dialogare e scambiare dati con la fabbrica in cui si trova ma, per fare questo serve un sistema che permetta ai due soggetti (la macchina e la fabbrica) di dialogare e di scambiare dati.
Questo sistema non può e non sarà fornito dal costruttore della macchina, perché ogni fabbrica è diversa e non è possibile dare un’impostazione standard a realtà così varie tra loro.
Quindi, abbiamo verificato che la macchina utensile ha tutte le caratteristiche intrinseche ed è predisposta a dialogare con la fabbrica, ora vediamo qual’é il prossimo passaggio da effettuare.

Come si connette la macchina alla fabbrica?

Una volta che la macchina utensile da te acquistata viene installata, il tecnico preposto si occuperà di rendere la macchina rintracciabile dal sistema fabbrica, in parole semplici come quando passiamo da offline ad online nei nostri cellulari e connette la macchina alla rete aziendale con un cavo Ethernet o in collegamento WI-FI. Qui il lavoro del costruttore si conclude.

Quindi, adesso che la macchina è stata installata e connessa ad Internet, è tutto a posto? Posso produrre l’autocertificazione o la perizia? NO.

La macchina adesso è rintracciabile dalla fabbrica ma i due sistemi devono dialogare tra di loro e scambiare dati, per fare ciò hai bisogno di un software che soddisfi la parte spettante a te, imprenditore, per ottemperare a:

  1. interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program
  2. integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo
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Spieghiamo meglio.

Le caratteristiche di interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica è soddisfatta se la macchina scambia informazioni con i sistemi interni, ad esempio con il sistema gestionale di produzione, con il sistema di pianificazione della produzione, con sistemi di progettazione e sviluppo prodotti, ecc…

La caratteristica di integrazione con il sistema logistico o con la rete di fornitura e/o con altre macchine utensili viene soddisfatta se la nuova macchina utensile è integrata in una delle seguenti opzioni:

– sistema logistico: l’integrazione può essere fisica, ad esempio se la macchina è asservita da un sistema di movimentazione (robot, sistemi aerei, carroponte) che a sua volta è integrato ad un altro elemento della fabbrica (magazzino o un’altra macchina o impianto). Oppure l’integrazione può essere informativa, ovvero i prodotti/lotti devono essere rintracciabili all’interno del processo produttivo tramite sistemi automatizzati, quali codici a barre, tag RFID, ecc…

– con la rete di fornitura: l’integrazione avviene se la macchina scambia dati con altre macchine o con i sistemi informativi della rete di fornitura, ovvero sia un fornitore che un cliente

– con altre macchine: l’integrazione avviene se la macchina scambia dati o segnali con un’altra macchina o impianto a monte e/o a valle del ciclo produttivo

Ora che abbiamo visto cosa si intende per interconnessione e integrazione tra la macchina e la fabbrica, come si concretizza tutto ciò?

Qui entrano in gioco i beni immateriali Industria 4.0, soggetti alle agevolazioni del credito d’imposta solo se vengono fatti investimenti in beni strumentali dell’Allegato A.

I beni immateriali Industria 4.0 sono software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni connessi alle macchine utensili che colmano il gap per ottenere l’agevolazione Industria 4.0

Tiriamo le conclusioni

Tu imprenditore, quindi, non devi solo preoccuparti di individuare e acquistare una macchina utensile predisposta per Industria 4.0 ma devi considerare anche una evoluzione del modo di lavorare all’interno della tua fabbrica.

Ne vale la pena? Diversi studi hanno dimostrato che diventare una Industria 4.0 porta un aumento della produttività e una diminuzione degli sprechi e di tempi morti, ma sei tu il primo a dover credere in questo nuovo metodo di lavoro e solo tu puoi sapere se l’investimento totale è alla tua portata.

Devo dirti per correttezza che non tutte le realtà produttive italiane in ottica di trasformazione in Industria 4.0 devono cambiare tutto il metodo di lavoro. Ogni fabbrica è una realtà a sé, potrebbe essere il caso che la tua fabbrica debba iniziare tutto da 0 oppure che alcuni sistemi già esistono e devono solo essere integrati tra loro.

Il mio consiglio è questo: una volta individuata la macchina utensile che ti soddisfa, devi prendere coscienza di quello che ancora devi investire nei software della tua fabbrica, devi cioè parlare con i tuoi partner e/o fornitori di servizi digitalizzati per capire bene la realtà digitale dell’azienda e cosa effettivamente manca.

Non hai partner e/o fornitori o i tuoi fornitori non ti soddisfano? Non sai a chi rivolgerti? Non preoccuparti, Otto Machine negli anni ha collaborato con diverse Software House e siamo in grado di segnalarti partner specializzati che hanno già lavorato con le nostre macchine. La scelta di un partner affidabile può fare la differenza tra ottenere il credito d’imposta e fare un grosso buco nell’acqua.

Documentazione necessaria per ottenere l’agevolazione

In ultima analisi ti ricordo che la documentazione da produrre per ottenere il credito d’imposta è la seguente:

– perizia tecnica di un ingegnere o di un perito industriale iscritto al rispettivo albo professionale ovvero l’attestato di conformità di un ente di certificazione accreditato da cui risulti che i beni sono corrispondenti alle caratteristiche dell’Allegato A e B della legge 232/2016, che i beni sono interconnessi al sistema gi gestione di produzione o alla rete di fornitura

– per i beni il cui costo unitario non superi i 300.000 euro, è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante

Per non perdere il beneficio inoltre, a fronte dei futuri controlli, sei tenuto a conservare le fatture e gli altri documenti di acquisto dei beni che devono contenere l’espresso riferimento alla norma agevolativa.

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